Un confronto tra fatti certi ed opinioni durante una scelta di carriera.
Lorenzo doveva prendere una decisione importante sulla sua carriera lavorativa. Aveva ricevuto un'offerta di lavoro da una grande azienda tecnologica di Milano. Allo stesso tempo, la sua attuale azienda a Firenze gli proponeva una promozione. Era confuso e decise di chiedere consiglio alla sua amica Valeria, esperta di risorse umane.
Valeria cominciò ad analizzare prima i fatti certi con l'indicativo. "So per certo che a Milano lo stipendio è più alto del venti percento", disse Valeria. "Ed è sicuro che a Firenze conosci già tutti i colleghi e l'ambiente lavorativo". Lorenzo annuì: questi erano dati certi e indiscutibili della situazione.
Poi passarono alle opinioni e ai dubbi usando il congiuntivo. "Credo che Milano offra maggiori opportunità di crescita professionale", osservò Valeria. "Ma dubito che la qualità della vita sia uguale a quella di Firenze". Lorenzo confessò: "Spero che la mia scelta finale sia quella giusta per il mio futuro".
Valeria gli ricordò anche la regola del soggetto unico con l'infinito. "Se parli di te stesso," disse, "devi dire: Penso di accettare, non penso che io accetti!". Lorenzo sorrise: adesso aveva chiarissimo come esprimere certezze e speranze. Ringraziò Valeria e decise di prendersi un giorno per riflettere con calma.
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